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venerdì 11 luglio 2014

FASHION-ILLUSTRAZIONI: VECCHIE PASSIONI E NUOVI PROGETTI



Silvana Mariani, una bellissima donna con due occhi azzurrissimi, attraverso i quali vede il mondo pieno di colori: quelli delle sue illustrazioni grafiche di Open Toe. Ci siamo innamorate dei colori, delle immagini fashion e del quotidiano che si uniscono, in una grafica semplice ma decisa, a delle brevi scritte personali. Osservando i suoi lavori si passa dal suo cagnolino, alle zeppe del momento….riferimenti di moda all’ordine del giorno! Ecco la sua storia…



Com’è nato il tuo progetto?

E’ stata proprio una scelta di vita in seguito ad un licenziamento. Dopo aver fatto un percorso di quasi 15 anni da dipendente, mi occupavo di web, ho deciso di orientarmi verso una vita diversa, sia nelle tempistiche, sia nella cura del dettaglio del lavoro stesso.



Come sei passata da web a illustrazioni?

Avevo cominciato ad appassionarmi all’illustrazione già prima di accostarmi al digitale, e mi ci sono ritrovata in quest’ultimo periodo, riprendendo in mano il disegno e questa mia passione.


È stato difficile ricominciare?

è difficile, nel senso che ancora adesso mi sento di “star provando”. La parte tecnica nel disegno non si perde, si risveglia: la mano e il proprio stile vengono fuori; bisogna dedicarci del tempo, ma sono dentro e bisogna solo farli riuscire.



Come scegli i tuoi soggetti?

In realtà facendo attenzione a quello che mi succede intorno, tramite riviste, molto on line… Diciamo che la moda è il focus del momento: c’è tanto materiale, tante cose interessanti e stuzzicanti, che poi decido di disegnare! Per questo ho un’attenzione particolare per questo filone fashion: diciamo che è una passione che sto coltivando recentemente a cui sono arrivata tramite il digitale. Infatti avevo queste applicazioni per disegnare Still life, e mi sono ritrovata ad avere come protagonisti oggetti di moda! Ancora ne utilizzo di vari tipi…ad esempio lavoro molto con Sketchbook di Autocad che trovo sia una delle applicazioni sviluppate meglio, per le scritte, invece, uso Paper 53…mi son creata un po’ il mio stile usando gli strumenti in modo personale, tra cui anche queste applicazioni e gli accessori di cui dispongono: proprio come succede nel disegno, se utilizzi un pennello o un altro!



Ho visto che nelle tue stampe c’è anche il tuo cane: ti piace integrare con elementi più personali?

Si! C’è molto di personale! Ci sono anche tanti autoritratti: invece di farmi un selfie, mi faccio un bel autoritratto! Ci sono temi che fanno riferimento a una mia giornata, o a qualcosa di particolare che riesco magari a cogliere fino in fondo solo io ma che comunica all’esterno, crea un feeling ed emoziona chi osserva. 

Hai avuto dei riscontri positivi per i tuoi lavori?

Beh dalle persone, si! In più, recentemente un agente mi ha preso tra il suo portafoglio di artisti, e sta facendo promozione per poter fare qualcosa più di rilievo. Mi piacerebbe non abbandonare comunque il digitale, che è il mio primo amore, ma punto molto anche sulla carta stampata che ha una visibilità ancora forte nonostante il mercato sia in crisi.

L’idea più bella sarebbe fare una rubrica illustrata, che parli per immagini, con qualche piccola storia… Essendo le mie immagini molto pop, con queste scritte che in realtà non fanno parte della vera illustrazione canonica (dovrebbe raccontare tutto solo con l’immagine) ma che io trovo completino il mio stile che contempla il dire anche qualcosa a voce: mi sento sempre molto contaminata da generi diversi.



Dove possiamo trovare le tue opere?

Il mio canale preferenziale è internet: le mie grafiche vengono usate anche all’estero tramite alcuni service di stampa, ad esempio per t-shirt, oggettistica di disegn…anche la mia collaborazione al Sunday Market è approdata tramite un vecchio contatto con Ellis, una delle organizzatrici, per creare delle magliette a tiratura limitata per il sito Lovli. Diciamo che questo nuovo utilizzo dei miei disegni è nato in parallelo col mio crearli…




La difficoltà maggiore che hai incontrato? E consigli per chi volesse intraprendere una strada simile alla tua?

Le difficoltà sono ancora presenti e sono tante! Sicuramente quella maggiore è il cambiare testa, nel senso di gestire le lotte interiori con l’abitudine e la fiducia in se stessi… quando ogni mattina devi inventarti il tuo lavoro indipendente, che non è più programmato come quello dipendente, devi stare molto attenta a fare le scelte giuste, a non perdere occasioni. Il miglior consiglio è sicuramente di iniziare: è la cosa più difficile da fare! Bisogna cercare la spinta giusta per fare il primo passo: la mia è stata quella di voler vivere la vita che voglio, ed avvicinandomi ai quarant’anni era un forte desiderio! Volevo cambiare ritmi, incontrare nuova gente, lavorare facendo quello che mi piace e non più per un progetto altrui.


Troverete maggiorni informazioni sul lavoro di Silvana nelle sue pagine: 



  

È bello sapere che, a volte, le passioni ritornano all’origine per ricrescere verso nuove strade…strade che seguono la trasformazione e il progresso che abbiamo avuto nel tempo, nuove stanze della nostra persona. È bellissimo vedere come queste passioni possano poi diventare un’occasione unica e rara di ambire alla serenità e alla vita che sempre avremmo voluto, anche professionalmente: diventa così visibile ad occhio nudo la gioia, la curiosità, la grinta….tutto disegnata con i più bei colori possibili! 
-Lou- 

mercoledì 30 aprile 2014

IL DETTAGLIO: LA CHIAVE DEL SUCCESSO



Denis Casella. Anno 1992, sorriso semplice e sincero come il suo grande talento. Un incontro molto piacevole, soprattutto pensando che, nonostante la sua giovane età, abbia già capito quanto sia fortunato ad aver fatto della sua passione il suo lavoro. E che lavoro ragazzi! 

Mentre parliamo si sente che il suo motore è ed è stata la curiosità, senza timori, solo con la voglia di fare. È un bell'esempio di strade che si aprono quando non si ha paura di camminare. Ecco cosa mi ha detto...


Raccontaci un po' com'è nata la tua passione del il tattoo:

Tutto è iniziato grazie ad una mia compagna di classe all'ultimo anno delle superiori, che aveva cambiato indirizzo di studi: facevamo ragioneria ma lei arrivava dal liceo artistico. Grazie a lei mi sono appassionato al disegno; mi ha insegnato tutto quel che poteva ed io non ne ho potuto più fare a meno. Qualche tempo dopo, con altri cari amici, sono andato ad una edizione della tattoo convention e loro che erano molto colpiti dai miei disegni (ormai era una passione inoltrata), mi hanno spinto a comprare delle macchinette per tatuaggi. Non ho fatto in tempo ad arrivare a casa che già l'avevo provata su di me. Una nuova avventura che mi incuriosiva molto, e da li mi sono appassionato.


Da questa nuova scoperta su te stesso come sei arrivato a tatuare gli altri?

Per coincidenza in quel periodo ho perso il lavoro e avendo molto tempo a disposizione mi sono buttato a capofitto prima su di me e, pian piano, tramite passa parola e grazie alle foto postate su fb, anche su altri, lavorando a casa.


Come hai imparato a trasferire il disegno su pelle tecnicamente?

Osservando! Ogni volta che facevo fare un tatuaggio su di me da altre mani esperte imparavo qualcosa in più su come fare. Ancora adesso mi piace molto osservare i tatuatori più abili e prender spunto per il mio lavoro, anche se devo ammettere che nell'ambiente si fa fatica a condividere l'esperienza.


Quindi non hai seguito dei corsi?

Solo quello di igiene che è obbligatorio per legge per poter lavorare. In realtà questo corso è più utile per capire come proteggere me stesso ed il cliente da possibili infezioni (lavorando con il sangue), e meno utile per la tecnica di per sé, ma mi ha permesso di trovare il mio primo impiego in uno studio di Milano: un altro ragazzo che seguiva il corso era rimasto colpito dai miei lavori e mi aveva coinvolto nel suo progetto. Adesso però mi sono spostato al Oj Art studio di Paderno Dugnano in cui ho trovato la mia realtà.


Quali sono state le difficoltà maggiori nel tuo cammino, e quali senti ancora?

Beh, sicuramente nel primo periodo, accettare che persone sconosciute venissero a casa mia per tatuarsi. Questo sia perché non sempre si parla di persone “per bene”, sia perché avevo già contrasti con i miei genitori che non consideravano la carriera di tatuatore come desiderabile per il proprio figlio. Per fortuna adesso sono felici della mia scelta.
Una difficoltà ancora presente invece, è la titubanza di alcuni clienti nel vedermi così giovane...vengo ripagato alla fine quando hanno modo di ricredersi!


La competizione dell'ambiente non è una difficoltà?

Non la vivo come tale. Io sono abbastanza competitivo ma sono anche dell'idea che uno stesso soggetto impresso sulla pelle da persone diverse, si diversifichi proprio per la differenza dei tatuatori stessi. Il modo di vedere il tattoo coi miei soli occhi, è un arma contro la competizione stessa. L'importante è mirare sempre alla qualità massima. Così facendo scopro delle mie nuove capacità giorno per giorno.

Com'è sapere che ci sono persone con i tuoi disegni per il mondo?

Mi piace pensare che sono pubblicità del mio lavoro e della mia passione, ma devo ammettere che sono un po' geloso dei miei disegni: preferisco che quelli a cui tengo particolarmente siano sulle persone a me più care, sentendoli parte di me stesso.


Quali sono le persone che più ti hanno ispirato nella tua professione?

Nel disegno seguo molto i lavori di Diego Koi, disegnatore italiano iperrealistico..fa dei lavori a matita fantastici. Nel tatuaggio in specifico sicuramente Silvano Fiato, che è secondo me il miglior ritrattista italiano, con uno stile personale riconoscibilissimo. I suoi contrasti hanno delle sfumature molto particolari, e il suo nero è il più nero che abbia mai visto. Fantastico.


Prospettive future?

Sicuramente vorrei diventare un tatuatore rinomato. Mi piacerebbe più avanti avere un mio studio, ma per ora ho voglia di perfezionarmi, specialmente nell'Hyperrealism che è la tecnica che più mi interessa e che sento più mia. Mi interesserebbe seguire dei corsi di specializzazione, anche all'estero. Non mi dispiace anche insegnare quello che già so, ma solo a chi mi dimostra la mia stessa passione: spesso si incontrano persone che vogliono intraprendere la mia stessa strada solo per un tornaconto economico. 


Cosa consigli a chi vuole fare il tatuatore?

Nel campo realistico il miglior consiglio lo do citando una frase che avevo letto e che è diventata anche il mio motto: “Il dettaglio è la chiave del successo”. Quando disegno mi rimbomba nelle orecchie. In generale invece dico che la strada del tattoo non è un lavoro da imparare per soldi, ma una vera arte da coltivare; porta guadagno solo come conseguenza della passione stessa.


E a chi cerca la sua strada in generale?

Beh, io sono stato fortunato perché non l'ho effettivamente cercata, ma diciamo che mi è capitata. Sono convinto che è per tutti così: abbiamo l'opportunità davanti! Dobbiamo tirar via le fette di salame dagli occhi, buttarci e volerlo. La curiosità è tutto.
Svegliarsi con un nuovo tattoo fatto il giorno prima e già volerne fare subito un altro è passione. Anche se pensi di non saperlo, in fondo lo sai.



 Potete contattarlo qui: denis_casella@hotmail.it 

Penso che Denis non è stato “fortunato”. Semplicemente non si è fermato davanti al solito pensare negativo che ci blocca in partenza. È stato semplice con se stesso: mi piace, lo faccio.  

Senza troppi ma e se...si è buttato, non senza la paura che possa cambiare tutto, ma con la certezza della sua passione. 

-Lou-